|
Pagina 1 Non è certo mia intenzione, in questa sede, di addentrarmi in concetti complicati di genetica ed ereditarietà! Anche perché queste pagine sono rivolte essenzialmente al novizio che non deve essere travolto da un insieme di informazioni che alla fine lo porteranno all'abbandono del nostro hobby proprio perché non riuscendo a decifrare un linguaggio troppo scientifico, non otterrà i risultati sperati. Allo stesso tempo, credo, che sia altrettanto importante dare pochi ma circostanziati concetti che mettano a proprio agio il lettore e non lo facciano gridare al miracolo allorquando da una coppia di due canarini gialli vede nascere dei bianchi. Cominciamo col dire che genetica, ereditarietà e mutazione viaggiano praticamente sullo stesso vagone. Anzi, io aggiungerei anche familiarità che in molti casi, come vedremo ha la sua importanza. Innanzitutto dobbiamo dire che i colori delle piume degli uccelli generalmente sono specie-specifici cioè ogni uccello ha un determinato colore. Bisogna però aggiungere che in realtà , anche in natura vediamo soggetti appartenenti alla stessa specie di diverso colore. Come è possibile ciò? I motivi sono molteplici. Si può trattare di diverse varietà oppure siamo in presenza di un particolare incrocio spontaneo con altri soggetti di razza affine o ancora, cosa più probabile percentualmente, stiamo osservando una mutazione. Quest'ultima è facile da capire in quanto è determinata molto spesso dalle condizioni ambientali e dall'alimentazione disponibile. Parlavamo infatti nelle pagine dell'alimentazione, di come alcuni soggetti quali il cardellino, il fanello, il ciuffolotto ecc. , tenuti in gabbia, dopo la prima muta mettono un piumaggio di un rosso slavato proprio perché l'alimentazione è carente di quelle particolari sostanze reperibili in natura ed a noi per lo più sconosciute.Ne consegue che se portiamo degli uccelli in un'isola sperduta e quindi li costringiamo ad alimentarsi con quello che trovano sull'isola, probabilmente il piumaggio ne risentirà. Ma la stessa cosa può avvenire se si perdono le prerogative del colore del piumaggio. Ad esempio se i maschi non devono più attrarre la femmina con i loro sgargianti colori, molto probabil- mente avranno un piumaggio più dimesso. Questo già avviene in molte razze di uccelli che cambiano il loro piumaggio rendendolo più vivace , solo nella stagione degli accoppiamenti. Lo stesso accade se un uccello vive di notte e quindi non ha alcun bisogno di avere colori evidenti. non per ultimo i colori sgargianti rappresentano un pericolo ove nello stesso habitat convivono predatori che possono essere attirati proprio da questi colori. qui entra in gioco la familiarità. E' infatti pensabile a questo punto, di come è possibile che clan familiari possano essere pur appartenendo alla stessa razza e magari provenire dagli stessi antenati ma abitare in posti diversi. E' un po', per fare un esempio spiritoso, di come gli esseri umani abitanti nelle città del nord abbiano una colorazione pallida , capelli e occhi chiari a differenza delle popolazioni del sud che sono più mediterranee appunto ovvero more con occhi e carnagione scure. Qui ad esempio entra in gioco anche il sole che favorisce la melanizzazione della pelle ad esempio. Si badi bene che i soggetti così fatti se si stabiliscono al nord per diverse generazioni, ovviamente accoppiandosi tra consimili, nel corso degli anni i figli assumeranno la tipicità del luogo oltre che nelle abitudini anche somaticamente, pur lasciando trasparire , forse, la loro origine.Questa è una mutazione! Questo è quel che succede anche ai nostri uccelli e non solo, anche alle altre specie animali e vegetali!
|