Pagina 5

Arrivati al fatidico giorno ,avremo una sensazione indescrivibile nell'osservare 3-4 o più piccoli che già alzano la testa reclamando il loro diritto alla vita. La stessa sensazione, se non più forte la proverà chi, come me, ha l'abitudine , per controllare le nascite delle gabbie più alte, oltre l'altezza degli occhi, di passare delicatamente la mano dentro il nido. Il sentire la morbida peluria di piccoli appena nati è una cosa eccezionale! A questo punto è bene somministrare nell'acqua di bevanda un antibiotico a largo spettro (ad esempio Amplital sospensione ) per 4-5 giorni . Questo per evitare possibili complicanze neonatali . Tenere presente che questa è una pratica usata anche nei bambini. Anzi, io consiglio di somministrare l'antibiotico da 2 giorni prima della presunta nascita. Gli alimenti da offrire alla coppia nei primi giorni sono la solita miscela di semi e il pastoncino all'uovo che potrà essere del tipo morbido o secco a seconda delle abitudini e del tempo a disposizione dell'allevatore. Dopo un paio di giorni uno spicchio di mela al giorno torna molto utile come apporto di sali minerali. Per le verdure ( centocchio, cicoria ed altro ) è bene aspettare 9-10 giorni in modo da evitare probabili dissenterie e far si che i piccoli superino i primi sette giorni che sono i più critici in quanto necessari al passaggio dei piccoli organismi da un'immunità derivante dalla madre ad una acquisita. Dopo i primissimi giorni, è invece importantissimo offrire oltre al pastone di cui sopra , un pastone, meglio se della stessa marca del primo e secco, ammorbidito con semi germinati o bolliti. L'effetto nutritivo è ovviamente diverso tra i due tipi di semi, ma il sorprendente risultato d'imbecco è lo stesso. Io preferisco i semi bolliti anche perchè non avendo molto tempo a disposizione, posso prepararli ogni 3-4 giorni ed inoltre evito il rischio di muffe che quasi inevitabilmente si sviluppano sui semi germinati se non si osservano regole scrupolose. Per preparare dei semi germinati esistono degli appositi germinatoi  con le dovute istruzioni, per i semi bolliti, basta far bollire ,appunto, per circa 20 minuti, in parti uguali, semi di niger,ravizzone e colza o canapuccia. Scolate per bene e impastate una giusta quantità di questi semi con il pastone, aggiungendo eventualmente dell'acqua, fino ad ottenere un impasto soffice. Il resto dei semi può essere conservato ben chiuso in frigo. E' importante, qualunque siano i semi utilizzati, bolliti o germinati, di mettere nelle mangiatoie solo il pastone che potrà venire utilizzato nel giro di 1-2 ore . Questo per evitare lo sviluppo di muffe o quant'altro di degenerativo, specie nella stagione calda. A 5-6-7 giorni a seconda dello sviluppo e della razza bisogna anellare i piccoli. Ovvero mettere nella zampina un piccolo anellino con su inciso l'anno di nascita, il numero progressivo , che sarà riportato su appositi registri in modo da poter creare una sorta di pedigree del canarino, oltre che alla propria sigla ( R. N. A. ) e ovviamente la indicazione FOI che è la Federazione alla quale apparteniamo. Per tutte le notizie riguardanti gli anellini , la loro importanza ecc. si prega visionare le apposite pagine a partire da quella della FOI. In questa sede ci preme solamente far vedere come è possibile porre un anellino nella zampa di un canarino.

 

Guardando i disegni, si intuisce immediatamente i sistema da adottare. E' infatti sufficiente portare indietro il dito posteriore e far passare l'anellino dapprima nelle tre dita anteriori tenute ben unite e quindi superata l'articolazione, farlo scorrere fino a superare il dito posteriore fino a liberarlo. Attenzione: se si supera il momento giusto, ovvero se il dito è cresciuto troppo, si può tentare con un po' di vaselina, ma se neanche così riusciamo, è bene rinunciare. C'è il serio pericolo di compromettere per sempre l'arto.

  Queste foto saranno ancor più d'aiuto per tutti

Fase 1 Fase 2
Fase 3 Fase 4

 A ventuno giorni circa i piccoli lasciano il nido per la prima volta e a poco più di un mese sono pronti per essere separati dai genitori ed alloggiati in volierette , dove possono con un sano esercizio di volo, irrobustirsi. E' pratica comune mettere tra i giovani un maschio adulto che ha già allevato e che quindi potrà eventualmente imbeccare quei soggetti che richiedono ancora una imbeccata ausiliaria. Inoltre, per imitazione, i giovani impareranno molte cose della vita! 

Una volta svezzati i giovani a circa tre mesi iniziano la loro prima muta con il cambio delle sole piume e non delle penne ( ali e coda ) , mentre alla fine della stagione degli amori gli adulti dovranno affrontare il critico periodo della muta totale. Ricordo però che la muta non è una malattia, ma semplicemente un normale processo stagionale, indispensabile ai pennuti per rinnovare il loro "abbigliamento" , ora sciupato, per affrontare con serenità la brutta stagione ormai alle porte. Più dettagliatamente parleremo comunque della muta nelle pagine delle malattie in quanto vi sono dei tipi particolari di muta che possono ritenersi patologici.